Palazzo “Lucentini-Bonanni“ a L’Aquila

Riparazione con Miglioramento Sismico e Restauro Conservativo
01. Planimetria del complesso

 

Storica residenza della famiglia Bonanni, illustre famiglia patrizia aquilana di origine toscana, il Palazzo fu edificato nel XVI secolo e rimaneggiato successivamente anche a seguito dei danni riportati in occasione del terremoto del 1703.
Prospicente piazza Regina Margherita, l’edificio presenta un’architettura rinascimentale caratterizzata da pesanti contrafforti angolari e da evidenti richiami a motivi quattrocenteschi. Lo stemma della famiglia è collocato in una posizione angolare di elevata visibilità.

La configurazione attuale è quella di un complesso architettonico che si articola intorno ad un cortile interno su cui affacciano quattro corpi di fabbrica edificati in epoche successive. In origine, dunque, il Palazzo era costituito da un solo edificio principale (corpo 1) a cui, nel corso dei secoli, si sono affiancati ulteriori manufatti fino all’attuale configurazione planimetrica.

Il Palazzo oggetto dell’intervento di consolidamento e miglioramento sismico è identificato come aggregato 1 e comprende quattro corpi di fabbrica (vedi planimetria figura 1) caratterizzati da:
- FONDAZIONI di tipologia continua sono costituite dalla naturale prosecuzione delle murature in elevazione con modesti allargamenti dello spessore;
- MURATURE tutti i livelli del fabbricato presentano strutture verticali costituite da muratura a paramenti di pietrame scollegati assimilabile a muratura a sacco;
- SOLAI volte in laterizio caratterizzano le strutture orizzontali dei livelli seminterrati dell’intero fabbricato e del primo e secondo impalcato del corpo 1; le rimanenti strutture orizzontali sono costituite da travi in acciaio e laterizio e, in piccola parte, da solai in laterocemento;
- COPERTURA la struttura portante della copertura è costituita in gran parte da travi principali in legno, orditura lignea secondaria con sovrastante tavolato e manto di coppi; limitate porzioni della copertura sono invece costituite da struttura portante in laterocemento.

 

DANNI DEL SISMA

Gli eventi sismici del 6.04.2009 e successivi hanno prodotto notevoli danneggiamenti, diffusi e di varia tipologia ed entità, sia alle strutture verticali sia a quelle orizzontali soprattutto relativamente ai corpi di fabbrica 1 e 2. Particolarmente rilevante risulta essere il distacco con principio di ribaltamento della parete verticale che costituisce la facciata principale dell’edificio prospiciente piazza R. Margherita (corpo 1).
Lesioni meno diffuse e di lieve entità interessano le pareti murarie e i solai del corpo 3, mentre per quanto attiene il corpo 4, di successiva realizzazione e con struttura in c.a. giuntata alla porzione di aggregato in esame, non sono state riscontrate lesioni né sui solai né sulla struttura in c.a.

 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI

Il progetto di riparazione con miglioramento sismico ha previsto interventi rispettosi della configurazione planimetrica e delle altezze presenti originariamente, e nello stato pre-sisma, anche in considerazione delle caratteristiche di pregio riconosciute dalla Soprintendenza con notifica di vincolo. Gli interventi sono infatti stati realizzati nel rispetto dei principi generali di coerenza, di compatibilità e di reversibilità di materiali e tecniche utilizzati come prescritto dalle linee guida del MIBAC.
Per garantire il livello di sicurezza strutturale minimo, così come previsto dalla normativa vigente, sono stati previsti interventi di rinforzo sia alle strutture verticali sia a quelle orizzontali. In particolare, relativamente ai corpi di fabbrica 1 e 2, sono stati eseguiti gli interventi strutturali di seguito descritti.

 

> INTERVENTI SULLE MURATURE
Consolidamento delle strutture attraverso iniezioni di malta idraulica fluida antiritiro di tutta la muratura portante a sacco. Il metodo consiste nell’iniettare una miscela di legante, in pressione o per colatura, nei vuoti presenti nella parete da consolidare in modo da ripristinare la continuità in caso di stati lesionativi diffusi.
Inoltre, per aumentare le caratteristiche di resistenza delle murature fino al limite necessario per ottenere il miglioramento minimo richiesto, è stato previsto un intervento di rinforzo con rete in fibra di vetro e intonaco. Per le caratteristiche di resistenza meccanica, di durabilità, di compatibilità con malte e materiali costruttivi, oltre che di reversibilità è stato adottato un sistema di rinforzo costituito da reti, connettori ed angolari in G.F.R.P. (Glass Fiber Reinforced Polymer)  in fibra di vetro AR (Alcalino Resistente), impregnata con resina termoindurente, prodotto dalla società Fibre Net srl. La rete, maglia 66x66 mm, applicata sulle due facce, è stata collegata trasversalmente da connettori, anch’essi in G.F.R.P., in modo tale da garantire l’ottimale collaborazione fra rinforzo e supporto murario, migliorando quindi le caratteristiche meccaniche (resistenza al taglio) della struttura. Tale tecnica non presenta le problematiche connesse alla corrosione e, inoltre, è adatta all’impiego con tutte le tipologie d’intonaco (es. a base di calce), rivelandosi quindi particolarmente adeguata nel restauro dei fabbricati d’interesse storico-artistico. L’abbinamento dei rinforzi in G.F.R.P. a malte di calce, ha permesso di realizzare un intonaco armato collaborante non rigido, traspirante, e con caratteristiche compatibili con le murature, diverso dal tradizionale “betoncino armato”, realizzato con reti metalliche e malte cementizie. L’applicazione è stata realizzata in maniera diffusa su tutta la superficie muraria, garantendo quindi un miglioramento sismico omogeneo sulle diverse parti costituenti il manufatto.

Sulle murature, infine, sono stati eseguiti ulteriori tipologie di intervento, quali:
- la chiusura di nicchie con laterizi pieni ammorsati alla muratura con la tecnica del cuci-scuci;
- il rifacimento di un setto murario dislocato internamente con laterizi di tipo antisismico.

 

> INTERVENTI SUGLI IMPALCATI
I solai di piano che si presentavano fatiscenti e vetusti sono stati smontati e ricostruiti con nuovi elementi portanti in acciaio e tavelloni in laterizio.
I solai in ferro e laterizio per i quali non è stata prevista la ricostruzione sono stati consolidati.
Le opere di ricostruzione e consolidamento dei solai in ferro e tavelloni sono state eseguite facendo particolare attenzione alla realizzazione di alcuni aspetti tecnici:
• ancoraggio delle travi in acciaio alla muratura con monconi saldati alle suddette travi e fissati a capo-chiave sulla muratura perimetrale;
• riempimento fino al filo superiore delle travi in acciaio con materiale alleggerito;
• caldana di limitato spessore (massimo di 4 cm) in cls, armata e ancorata alla muratura perimetrale da tiranti metallici con capo-chiave.

L’intervento di consolidamento delle volte in laterizio, invece, è stato eseguito mediante svuotamento e riempimento con materiale alleggerito.
Infine, il progetto ha previsto il rifacimento della copertura in legno con interventi di lieve entità.

[di Christian Di Marzio e Matteo Nonino]

 

Progettista_DELLI CARPINI Ing. VINCENZO, Isernia
Impresa appaltatrice_CIFOLELLI EDILIZIA srl, Isernia

 

 

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