Il Centro di Formazione per il restauro e il design

Sviluppi di progetto

   

CONCEPT

Il centro REDI è uno spazio dedicato alla cooperazione italo-cubana nel campo del restauro e del design, frutto di un accordo tra il Ministero italiano per lo Sviluppo Economico e l’Oficina del Historiador de La Habana Vieja, approvato MINCEX (Government of Cuba).
Il fulcro di questa cooperazione è il restauro dell’edificio situato in Calle de San Ignacio nel cuore de La Habana Vieja che, sin dalle prime fasi operative di analisi dello stato di fatto, si è posto come un terreno comune di scambio di saperi e tecniche tra le parti.
Il progetto è una fusione di diversi linguaggi e metodologie che integra il lavoro dei professionisti cubani che si occupano del restauro delle superfici e delle finiture e l’apporto del gruppo italiano che si sta occupando del progetto tecnologico e funzionale. Il risultato è un edificio ibrido che conserva l’anima e le tradizioni cubane ma allo stesso tempo equipaggiato e funzionante come un sistema moderno ed efficiente.
Il centro REDI diventerà nei prossimi 3 anni uno spazio di scambio e formazione progettato per accogliere differenti funzioni.

LAYOUT

Il piano terra a vocazione pubblica (figura 2a), comunicante direttamente con il tessuto storico de La Habana Vieja è dedicato ad accogliere il pubblico. Gli spazi al suo interno si sviluppano tra aree espositive e multifunzionali pensate per valorizzare le eccellenze nel campo della riqualificazione urbana, del design, della progettazione degli interni e molte altre discipline di punta del Made in Italy. Il patio trasero, luogo identitario delle case coloniali, si ridisegna diventando uno spazio d’incontro dedicato alle conferenze plein air e alla proiezione delle peliculas patrocinadas.
Il piano superiore (figura 2b), dalla vocazione più privata, è dedicato al lavoro delle imprese italiane che vogliono essere presenti su mercato locale ed allo scambio tecnico tra esperti italiani e cubani sui temi del restauro e del design. Al suo interno sono stati progettati una grande sala conferenze che si affaccia su Calle de San Ignacio  per le attività formative e di scambio ed una ampia area di co-working, nucleo dell’edificio.

SVILUPPO DEL PROGETTO

A seguito dello sviluppo del progetto definitivo, concordato con i tecnici cubani della OHcH, si è passati alla stesura del progetto esecutivo. Il confronto ha portato all’elaborazione di scelte progettuali di dettaglio approfondendo l’analisi dell’esistente, anche attraverso il ciclo di workshop avviato nel luglio 2016, e sviluppando tutti gli elaborati grafici di dettaglio tipici della progettazione esecutiva e necessari per le fasi di cantiere.
Il progetto esecutivo approfondisce, con dettagli fino alla scala 1:10, le idee provenienti da diversi campi.

Le forniture di serramenti e porte interne, lo studio illuminotecnico ed il condizionamento, i dettagli costruttivi di elementi architettonici quali la rampa disabili (figura 4) e la dotazione tecnologica sono divenuti un’unica proposta, coerente e funzionale, grazie al lavoro di coordinamento di Assorestauro, all’impegno delle aziende italiane partecipanti ed al continuo scambio con i progettisti cubani.
Rispetto al progetto definitivo pubblicato nel n. 1 della collana QA Stories dedicata al progetto, sono intervenute alcune modifiche ed adeguamenti inevitabili quando si scende alla scala di dettaglio.

MIGLIORAMENTO FUNZIONALE

Rifunzionalizzare un edificio comporta comprendere i caratteri originali declinandoli in maniera adeguata e funzionale ai nuovi usi. L’istanza di immaginare un edificio, che al meno al piano terreno fosse accessibile anche ai diversamente abili, in conformità ai nuovi standard di accessibilità, ha preso forma in considerazione del fatto che il rilievo altimetrico ha evidenziato la presenza di diversi livelli al piano terreno, con cambi di quota che rendevano difficile la fruizione degli spazi. In corrispondenza dell’ingresso si è voluto ridisegnare il passaggio dalla hall alle funzioni interne tramite una rampa che funge da elemento separatore. L’importanza che assume questo nuovo elemento è stata amplificata tramite l’inserimento di una particolare balaustra traslucida sulla quale verranno proiettate immagini evocative delle attività che si svolgono nel centro REDI, creando un cono ottico visibile anche da chi passeggia su Calle de San Ignacio.

L’accessibilità è inoltre garantita dalla presenza di un bagno dedicato ai disabili al piano terreno (figura 5). Il ridisegno dei bagni ha dato inoltre l’occasione di creare spazi tecnici e cavedi, mascherati dai nuovi controsoffitti, contenenti il cuore tecnologico dell’edificio che si manifesta, negli altri ambienti, attraverso i canali di distribuzione che, sfruttando le diverse altezze dell’edificio, creano un gioco architettonico e dialettico con l’esistente.

MIGLIORAMENTO PRESTAZIONALE

Il contributo italiano al progetto si è focalizzato inoltre sull’uso di nuovi materiali e tecnologie che potessero aumentare le capacità prestazionali energetiche dell’edificio. L’ibridazione tra i nuovi elementi e l’edificio esistente è stato un punto chiave per la redazione del progetto esecutivo. Nel caso dei nuovi infissi, grazie ad un accurato rilievo dei profili si è riscontrato un andamento irregolare dei vani che ha richiesto particolari accortezze nell’inserimento di nuovi elementi trasparenti (figura 7a,b). Un obiettivo che ci si era posti fin da principio era di riuscire rispettare il carattere dell’edificio conservando il più possibile i suoi caratteri originali, in questo caso il profilo del vano viene lasciato volutamente irregolare e al suo interno viene posto, tramite un sistema di montanti di riempimento, il nuovo serramento.
L’integrazione dei nuovi serramenti è avvenuta anche tramite la scelta del legno laccato bianco come materiale del profilo esterno mentre sull’interno è esposto un sottile profilo in alluminio che contiene un doppio vetrocamera ad alte prestazioni che mantiene il comfort interno anche nelle stagioni più calde.

L’impianto di condizionamento dell’aria è di tipo ad espansione diretta, una tecnologia recente conosciuta come a volume di refrigerante variabile che utilizza uno dei gas più ecologici sul mercato. Il sistema di canalizzazioni si espande lungo tutta la pianta dell’edificio raggiungendo ogni singolo spazio. I corpi refrigeratori sono stati inseriti nel conteso del transpatio racchiusi in elementi scatolari che li rendono parte dell’ambiente esterno.
La disposizione e le quote dei canali sono state studiate in modo tale da non interferire con gli spazi e i caratteri originali degli interni, i condotti d’aria assumono quindi una funzione di elemento architettonico che per la prima volta si inserisce nel recupero di un edificio storico di Cuba.

[di Andrea Griletto, Direttore Tecnico]