Indagini e studio stratigrafico

murature, intonaci e finiture di superficie

 

Col termine di ”indagine stratigrafica” si definisce una non semplice operazione che prevede attraverso l’asportazione di sovrapposizioni di colore e/o di intonaco presenti su una superficie muraria, l’individuazione sequenziale di eventuali strati sottostanti a quello visibile.
L’indagine risulta sostanziale per la comprensione delle trasformazioni che un edificio può aver  subito nel tempo. Ciò permette, unitamente alla documentazione storica e ad indagini diagnostiche sui materiali, di indirizzare nella varie fasi progettuali le scelte più opportune  per il recupero estetico e filologico di un bene storico-artistico.1

Analogamente agli intonaci e strati di colore le indagini stratigrafiche possono essere effettuate anche su elementi scultorei policromi nonché dipinti su tela o tavola.
Le operazioni di indagine sulle stratificazioni d’intonaco e sulle  finiture vengono condotte in maniera manuale asportando gli strati mediante delaminazione impiegando strumenti di precisione quali bisturi chirurgici oppure nel caso di intonaci con l’utilizzo di micro-scalpelli. Le operazioni di delaminazione possono essere agevolate mediante l’impiego di solventi chimici applicati mediante l’ausilio di supportanti neutri come pasta di cellulosa o materiali più innovativi come gel rigidi ottenuti dall'agar-agar, più noto ai giapponesi col nome di kanten. Questo è un polisaccaride usato come gelificante naturale e ricavato da alghe rosse. In casi particolari, dove l’asportazione delle stratificazioni sia resa particolarmente difficile dalla presenza sugli strati più esterni di formazioni di patine di consistenza vetrosa dovute alla cristallizzazione di sali, può essere impiegata una micro sabbiatrice di precisione utilizzando ossidi di alluminio (Al2O3) durezza scala Mohs: 9, o microsfere di vetro (SiO2) durezza scala Mohs: 6,8.
A supporto dell’indagine stratigrafica viene impiegato un microscopio digitale 60-200X a luce polarizzata dotato di microcamera e collegato ad un PC. L’osservazione con microscopio digitale permette una visione dettagliata degli strati individuati e la loro documentazione fotografica. L’indagine al microscopio può essere condivisa in tempo reale con visualizzazione da remoto.

L’indagine stratigrafica è un’operazione che richiede grande manualità ed esperienza in quanto gli strati, che normalmente risultano molto coesi, si presentano con spessori di poche decine di micron e molto spesso di difficile separazione. Complessa risulta anche l’individuazione delle zone significative dove effettuare le indagini, in  particolare  quando queste devono essere effettuate su  ampie superfici  le quali  nel tempo possono aver subito solo parziali trasformazioni, e pertanto fornire indicazioni di difficile confronto con i risultati delle varie sequenze stratigrafiche effettuate.
Nel  caso di indagini  che debbano essere effettuate su più superfici appartenute ad un unico edificio, viene stabilito un protocollo operativo che permetta di mettere in relazione le varie stratificazioni di colore o di decorazione le quali possono presentarsi in sequenza stratigrafica diversa ma appartenere alla stessa fase esecutiva.
La lettura ragionata delle stratificazioni individuate riportate su tavole di rilievo critico, consente di tracciare la sequenza ideale di come l’edificio nei suoi aspetti materici e cromatici superficiali si è trasformato nelle varie epoche.
L’indagine stratigrafica oltre che permettere l’individuazione delle finiture di superficie succedutesi nei vari periodi storici, caratterizzate da cambi di stile o dottrine religiose, si è rivelata in molti casi fondamentale per l’individuazione e per il successivo recupero di interi cicli pittorici dei quali si era completamente persa la memoria.
Analogamente alle indagini stratigrafiche sulle superfici di finitura che descrivono principalmente le trasformazioni legate al gusto estetico che si modifica e si adegua alle mode, anche per le murature possono essere individuate fasi che principalmente descrivono le trasformazioni che un edificio può aver subito nel tempo soprattutto a causa di adeguamenti stilistici, funzionali o di utilizzo.

L’analisi sugli apparati murari è definito “studio stratigrafico” e la superficie muraria da indagare normalmente risulta già privata dell’intonaco, aspetto questo che ne permette una immediata visione d’insieme.
Lo studio stratigrafico sulle murature si basa fondamentalmente sull’osservazione della disomogeneità stilistica o materica che un paramento murario può presentare. La disomogeneità materica può essere dovuta alla differenze dei materiali utilizzati nelle varie fasi di trasformazione stilistiche o funzionali.
Lo studio può essere supportato da indagini diagnostiche sui materiali presenti (come la termoluminescenza nel caso in cui il paramento indagato sia realizzato in materiale laterizio), o da analisi chimici-stratigrafiche sulle malte di allettamento o da indagini dendocronologiche qualora siano riscontrabili elementi lignei di sufficiente dimensione.

[di Mariano Cristellotti]

NOTA_L’argomento è stato presentato nel convegno“ Diagnosis for the conservation and valorization of cultural heritage” tenuto a Napoli il 12-13 dicembre 2014 col titolo: ‘Sinergia tra determinazioni analitiche e documentazione storica nel restauro della cattedrale di San Donato, Mondovì (Cuneo, Italia) Walter Canavesio, Emanuele Costa, Mariano Cristellotti, Maria Elena Moschella.