Il Restauro dell’Architettura Moderna: Come e Perché

Convegno, Workshop

 

La rivoluzione industriale ha dettato un cambio di atteggiamento nell'edilizia, l'architettura si è caricata di complessità costruttiva, caratteristica basilare dell'architettura Moderna. La sua "complessità", dettata dalla specificità di questi edifici, sia nei materiali che nelle tecniche e soluzioni architettoniche e strutturali adottate. Leggere e capire l’architettura moderna, indagarla e conoscere i suoi materiali, le strutture, sono momenti fondamentali per una buona pratica progettuale. Si rende così essenziale la preparazione da parte del professionista a trattare con un approccio coscienzioso la progettazione verso tali edifici e suo il conseguente intervento; conoscendo le più recenti innovazioni tecnologiche e dei materiali attualmente disponibili atto a garantire un contributo attento ed adeguato alle caratteristiche dell'edificio.
La necessità di riflettere sui termini conservazione e restauro e di proiettarne i principi teorici e la pratica operativa in un contesto contemporaneo, riconoscendo l’architettura ‘moderna’ un patrimonio da tutelare al pari degli edifici antichi, è oggi un percorso indispensabile per intervenire con consapevolezza sul cantiere dell’architettura più recente.
‘Perché e Come restaurare l’architettura moderna’ costituisce il punto di partenza da cui è scaturito un percorso formativo.  Nei mesi fra settembre e novembre si è tenuto il corso di aggiornamento professionale, nato dalla collaborazione tra l'Ordine e la Fondazione Architetti Firenze e l'Associazione Assorestauro.
Proprio una delle maggiori opere di architettura razionalista del Paese, la Palazzina Reale della Stazione di Santa Maria Novella a Firenze, progettata da Giovanni Michelucci, ha chiamato a raccolta i maggiori esperti del settore, architetti, ingegneri, docenti universitari ma anche istituzioni e aziende, per fare il punto sulle modalità di approccio e le procedure relative agli interventi di restauro e conservazione dell'architettura moderna. Il ciclo di appuntamenti, si è aperto con un convegno di presentazione e proseguito con workshop formativi riservati ai professionisti del settore. Articolato attraverso lezioni teoriche e laboratori pratici sia sulla Palazzina del Michelucci che sulla Centrale termica della Stazione sempre di Santa Maria Novella, disegnata da Angiolo Mazzoni intorno agli 1930.
Metodo progettuale, pratiche diagnostiche e strumentazione sono state scandagliate su tutti gli aspetti. Analizzando i principi teorici che conducono alla pratica operativa e sottoponendo ad indagine i materiali e le strutture. In modo da comprendere la base su cui si deve fondare una progettazione di restauro attento e adeguato alle caratteristiche specifiche di un edificio.
L'attenzione alle tecnologie più avanzate è stata la costante del ciclo di appuntamenti. Sono state illustrate e sperimentate durante i vari laboratori, sulle opere del complesso della Stazione, dalle indagini georadar e termografiche alle pratiche di pulitura, analizzando infine, l'eventuale intervento sulle opere in muratura anche a fronte di un probabile rinforzo statico e adeguamento sismico.

Tra gli ospiti intervenuti al convegno che ha fornito una panoramica sui numerosi temi connessi al processo di restauro dell'architettura moderna ,dalla normativa all'ingegneria strutturale fra i tanti: Giovanni Carbonara, uno dei massimi studiosi e teorici del restauro architettonico, impegnato nell'intervento “Perché restaurare il moderno?” e l'architetto Mario Cucinella con una riflessione su “Un approccio innovativo verso il recupero dell'architettura moderna”. Presente nella stessa occasione anche l'architetto Paola Grifoni, segretario regionale del MIBACT per la Toscana e l'ingegnere Claudio Modena, professore di Tecnica delle costruzioni all’Università di Padova e dei corsi di Costruzioni in zone sismiche e Restauro strutturale dei monumenti e dell’edilizia storica. Infine, il professor Ezio Godoli dell'Università di Firenze che ha introdotto la storia del complesso della stazione e l'architettura del primo ventennio del novecento a Firenze.

Il programma è proseguito con il primo modulo del ciclo formativo, dedicato al progetto di restauro e alla conoscenza degli aspetti di degrado delle superfici e di dissesto delle strutture. Intervenuti tra gli altri il professor Paolo Faccio dell'Università IUAV di Venezia che ha esposto il caso del restauro della Tomba Brion di Carlo Scarpa a San Vito di Altivole (Treviso), e l'architetto Fabrizio Falli di RFI che ha illustrato il progetto di recupero della Centrale termica del Mazzoni.

L'appuntamento continuato con l'avvio dei singoli workshop, attraverso il processo di conoscenza ovvero il percorso da affrontare dall’analisi storica alla conoscenza di materiali, particolari costruttivi e stato di degrado e dissesto. Allo scopo di presentare il corretto approccio verso la conoscenza del manufatto moderno, inteso come insieme di processi che definiscono una procedura di diagnostica e monitoraggio, dalla scala macroscopica fino al massimo dettaglio microscopico, al fine di determinare tutti insieme il buon risultato dell’intervento di Recupero, Conservazione e Valorizzazione. Le giornate di novembre sono state infine dedicate agli interventi di restauro veri e propri, necessari sia per gli interventi di conservazione e/o recupero e riuso, attraverso esempi di numerosi casi di intervento importanti, distinti per modalità di approccio rispetto al tema dell’architettura moderna, focalizzando al meglio l’importanza della valorizzazione dell’architettura moderna a livello Nazionale ed Estero, accompagnate sempre da approfondimenti operativi  effettuate tra la Palazzina e la Centrale.

L'iniziativa è stata realizzata anche grazie al sostegno di RFI – Gruppo Ferrovie dello Stato e dell'Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze e con il patrocinio di Comune di Firenze, Consiglio nazionale degli Architetti, Ministero dei Beni e delle attività culturali e la Federazione regionale degli Ordini degli Ingegneri della Toscana.

[di Silvia Moretti, Consigliere Ordine Architetti PPC della provincia di Firenze]

 

 

Potresti essere interessato a...