Restauro delle facciate monumentali

procedure di progettazione

  

Se guardiamo al restauro della Basilica di San Pietro a Roma o a quello del restauro delle facciate delle Procuratie Nove a Venezia (Piazza San Marco) vediamo che il livello di pulizia delle superfici in pietra monumentale varia da un estremo rispetto delle patine e delle croste nere a Venezia ad un approccio con una pulizia più profonda a Roma e ciò avviene a seconda dell'approvazione delle autorità locali e della regione dove si svolge il restauro.
Quindi, anche in Italia la concezione del restauro non è univoca, ma comunque in ogni situazione e in qualsiasi luogo un aspetto è univoco: il rispetto delle antiche superfici e delle diverse fasi e modifiche subite dal monumento durante la sua lunga vita.

La metodologia per il restauro delle facciate monumentali è ben definita e può essere ripresa nei prossimi passi che sono necessari per ottenere un progetto dettagliato ben fatto ed affidabile.

 

- Relazioni del progetto
La relazione di progetto descrive in modo completo e molto analitica tutti i processi necessari per il restauro, ma anche l'approccio metodologico adottato nel progetto.
Si tratta di un passo fondamentale per rendere il lettore in grado di capire l'impostazione del progetto (ad esempio puramente conservativo, di restauro integrativo, restauro stilistico o rispettoso di tutti i periodi); l’approccio può quindi essere molto diverso, e di conseguenza anche il risultato finale può variare notevolmente anche all'interno di una stessa filosofia di progettazione. La relazione sarà scritta principalmente con un'introduzione generale e un report descrittivo che contenga il dettaglio delle lavorazioni ed il risultato finale atteso.

 

- Disegni di progettazione
La documentazione grafica del progetto può essere molto variabile da caso a caso, ma si può descrivere in modo schematico tre diversi approcci progettuali:

a) attraverso una mappatura degli interventi sulla base delle diverse alterazioni (figura 1). Con questo termine intendo un progetto che si basa molto sulla precedente mappatura delle alterazioni superficiali, individuando interventi basati sulla sostituzione quasi automatica, ove possibile, dell'elenco dei degradi con un nuovo elenco dei relativi interventi.
Ad esempio si può pensare di sostituire con "estrazione di sali solubili" la voce di alterazione "efflorescenze" per visualizzare così l'area e le quantità di superfici da trattare con questo lavoro.
L'esperienza ha dimostrato che un tale approccio tende a sottostimare il vero lavoro da eseguire, con conseguenti cambiamenti sostanziali durante fase di costruzione.

b) Attraverso la mappatura degli interventi sulla base dei materiali e il loro stato di conservazione (figura 2). Un secondo approccio può essere quello di definire i lavori di restauro al momento della mappatura di tutti i materiali e del loro relativo stato di conservazione.
Questo metodo ha il vantaggio di coprire tutte le superfici del monumento e di non essere legato alla mappatura preliminare del degrado, tuttavia, richiede un’attenta descrizione di tutte le fasi operative del restauro previsti su ogni singolo materiale (fasi che si differenziano a seconda dei materiali e delle forme di alterazione) e richiede una notevole esperienza nella valutazione dei costi unitari di intervento per unità di superficie di ciascun materiale.
Nell'esempio riportato del restauro della facciata della cattedrale di Siena ad ogni colore corrisponde un marmo diverso o, entro lo stesso marmo, un diverso grado di protrusione o complessità di decorazione o incidenza di degrado.

c) Utilizzo di disegni con le abbreviazioni o codici (figura 3). Un terzo metodo di rappresentazione del progetto di restauro può essere considerato quello di utilizzare dettagliate descrizioni delle lavorazioni e delle forme di alterazione sulla base del rilievo geometrico inserendo simboli o codici che facciano riferimento alle descrizioni analitiche.

d) Uso di descrizioni dettagliate che coprono tutte le possibili lavorazioni in caso di manufatti di relativamente piccole dimensioni (figura 4) (statue, elementi in marmo, monumenti marmorei, affreschi). Infine, vi è la possibilità di basare il disegno sulla singola rilevazione di materiali e delle alterazioni, riferendo l'intervento soltanto alla dettagliata descrizione delle fasi di lavoro, considerando un contratto forfettario con un importo fisso, indipendentemente dalle misurazioni del lavoro svolto durante la costruzione. Tuttavia, anche in questo caso, come designer è necessario eseguire attente valutazioni dei costi e computi metrici estimativi validi e affidabili. Si tratta quindi più di un tipo di contratto che di un vero e proprio modo di documentazione.

 

- Computo metrico estimativo (lavori a misura o a tariffa forfettaria)
Sulla base delle considerazioni di cui sopra, il computo metrico estimativo deve essere seguito con una grande attenzione alla documentazione grafica, rimane sempre suscettibile d’incertezza e di varie interpretazioni in merito all’incidenza del degrado. Il computo delle lavorazioni di restauro deve essere redatto da tecnici di comprovata esperienza nel campo, per evitare una sottovalutazione eccessiva del lavoro e allo stesso tempo valutare un importo ragionevole e realistico.

 

- Renders
In caso di facciate ad intonaco si consiglia di visualizzare il risultato finale del restauro e della colorazione finale con una serie di render al computer (figura 5) o, ancora meglio, perché più realistica, con alcuni disegni della facciata ad acquerello. Questa fase permetterà di prendere decisioni in merito alle possibili diverse colorazioni degli elementi architettonici e ai possibili risultati di illuminazione a seconda dei sistemi di illuminazione scelti.

 

- Capitolato Speciale di Appalto
Documento fondamentale che fa parte del progetto di restauro, è il Capitolato Speciale di Appalto in cui il progettista descrive a fondo le procedure di restauro, i requisiti tecnici e le schede tecniche di tutti i prodotti di restauro che sono prescritti durante i lavori, le loro prestazioni richieste e risultati attesi.

 

[di Nicola Berlucchi]

TRATTO da AA.VV. “Scuola di Restauro – Heritage conservation in Italy and Russia” – Nardini Editore, Firenze 2015