Restauro fondi Cal Aquileia

  

La città romana di Aquileia nasce nel 181 Ac. ad opera di un manipolo di legionari in marcia per difendere i confini dell'impero dalle invasioni barbariche. In virtù della posizione strategica, tuttavia, l'avamposto militare diviene presto una fiorente città, crocevia fondamentale per le rotte commerciali di Roma.
Rimangono tutt'oggi evidenti i segni dell'antica grandezza: i reperti archeologici mostrano chiaramente un passato di ricchezza, le fondamenta degli edifici disegnano la pianta dell'antica città e fra le mura sono ancora intatti mosaici di straordinaria bellezza.
Queste vaste aree archeologiche non sono tuttavia esenti dal subire le ingiurie del tempo. Sui delicati materiali, sopravvissuti ad oltre duemila anni di storia, agiscono ancora gli elementi naturali, l'acqua, il vento e le infestazioni biologiche.
L'azienda Arecon Restauri è stata chiamata alla pulitura conservativa dell'area denominata "Fondi Cal", un ampio spazio in cui tra le antiche fondamenta e i muretti rimangono conservate le pavimentazioni originali delle dimore romane.
L’impresa ha deciso di impiegare le aeropulitrici IBIX per la pulitura delle delicate pietre dei muretti. Il metodo si basa sulla proiezione controllata, a bassa pressione, di un inerte extrafine in grado di rimuovere infestazioni biologiche e smog rispettando la patina nobile della pietra.
Per una maggiore delicatezza i restauratori hanno deciso di impiegare la tecnologia a vortice elicoidale HELIX, brevetto originale. Lo strumento è in grado di imprimere un moto rotatorio all'inerte in uscita dalla pistola dell'aeropulitrice. In questo modo il getto non arriva perpendicolare alla superficie trattata, ma sempre in senso tangente; il moto rotativo contribuisce inoltre al distacco delle patine nocive. In questo modo l'intervento è reso più morbido, ma allo stesso tempo più efficace. Su questo tipo di applicazioni, l’utilizzo della tecnologia HELIX garantisce un aumento di efficacia del 30% unito a risparmio ingente sul materiale consumato.
Per quanto riguarda invece la pulitura delle preziose tessere dei mosaici è stato necessario utilizzare un procedimento differente. La prima operazione da compiere è stato un trattamento biocida, necessario per seccare muffe, funghi ed altri infestanti biologici che altrimenti si ripresenterebbero in breve tempo a seguito del trattamento di pulitura.
A seguito di questa prima fase si è proceduto alla rimozione delle tessere non coese delle pavimentazioni. Questo per evitare che il trattamento potesse danneggiare i tasselli o spostarli causandone lo smarrimento.
Si è poi deciso di intervenire con la tecnica criogenica, ovvero la proiezione di Co2, ghiaccio secco, sulle superfici da pulire. Per questa operazione è stato impiegato il macchinario IB-ICE sempre della dotazione IBIX. A differenza della pulizia criogenica tradizionale, prevalentemente impiegata in ambito industriale, è stato creato un parametro di intervento a bassa pressione (3 bar) che ha reso la pulitura criogenica molto più delicata ed economica di quanto non fossero gli interventi standard. Per l'alimentazione di IB-ICE è stato infatti impiegato il compressore IB 2000 in grado di erogare 2000 litri di aria al minuto (una potenza estremamente inferiore a quella di solito impiegata per gli interventi con tecnologia criogenica). Con questi accorgimenti una modalità solitamente aggressiva è stata resa idonea ad un delicato intervento di restauro.
Caratteristica del metodo criogenico, che rendeva la tecnica particolarmente adatta al restauro dei reperti di Aquileia, è di non lasciare alcun residuo durante la pulitura. Questa era una delle principali problematiche da affrontare nell'intervento dei "Fondi Cal" infatti, qualsiasi tecnica che avesse generato anche un minimo scarto sarebbe andata a compromettere i delicati mosaici, costituiti appunto dai tipici interstizi fra le piccole tessere da cui sarebbe stato impossibile rimuovere successivamente i residui della pulitura.
Un'altra caratteristica che ha reso il sistema IBIX particolarmente adatto al lavoro nel sito archeologico sta nel fatto che tutte le tecnologie utilizzate sono state portate nell'area con un furgone commerciale di medie dimensioni. I macchinari inoltre, sono tutti carrellati, leggeri e facili da spostare e trasportare, ideale quindi per lavorare nei difficili spazi di cantiere e scavi archeologici

 

[di Fabrizio Settanni]

 

Si ringrazia per la concessione delle immagini il Segretariato Regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Friuli Venezia Giulia. Il restauro del sito archeologico "Fondi Cal" è stato organizzato e finanziato dalla Fondazione Aquileia. I Lavori sono stati eseguiti all'impresa “Arecon – Arte Restauro Conservazione”.