BASILICA DELLA NATIVITÀ DI BETLEMME, PALESTINA

Il Cantiere, le squadre operative e l'opera di RESTAURO

 
La Basilica della Natività di Betlemme negli ultimi cinque anni è stata oggetto di un progetto di studio e di restauro. Questo si è reso possibile dalla delicata relazione tra le tre comunità religiose (Greco Ortodossi, Armeni, e Francescani) che hanno specifici diritti e proprietà sulla Chiesa, regolate dallo Status Quo.
L'unicità del sito storico e l'importanza di tale progetto ha considerato una larga fase di studio della costruzione dell'edificio e dei materiali costituenti, e il loro stato conservativo.
Un documento pubblicato nel 2000 dall'UNESCO (WENZEL-SZAKTILLA-PLIETT 2000), sottolinea il povero stato in cui era il tetto della Chiesa e i risultati dei danneggiamenti su intonaci, mosaici e pavimento, a causa della pioggia. La documentazione completa, che ha registrato il complessivo stato di degrado degli apparati della Chiesa, è stata redatta durante la campagna di studio progettuale dal 2010, da parte di un gruppo multidisciplinare coordinato dal Consorzio Ferrara Ricerche (Università di Ferrara).
Il 26 Agosto 2013 è stato firmato un accordo per il Restauro della Chiesa della Natività dall'azienda italiana Piacenti S.P.A. . La progettazione esecutiva e l’intervento di restauro avrebbe dovuto riguardare il rinnovo delle funzioni meccaniche e fisiche delle travi e delle tavole lignee, la sostituzione delle lastre in piombo che rivestivano la superficie esterna del tetto. Successivamente le opere di restauro hanno interessato anche le aree della Chiesa che manifestavano cattive condizioni conservative estetiche e strutturali:

- le superfici interne ed esterne (intonaci e pietre)
- i mosaici
- il Nartece d'ingresso
- le principali porte in legno e metallo
- gli architravi lignei.

Al momento quattro esperte squadre stanno lavorando in cantiere. I restauratori sono altamente specializzati e coordinati da una squadra di tecnici situata nella città stessa di Betlemme e in Italia.
Ogni materiale costitutivo della Chiesa ha richiesto uno studio, una documentazione e un trattamento di restauro speciale, e il cantiere deve essere controllato e coordinato ogni giorno con la massima efficienza per rispettare il crono-programma e il restauro stesso.
L'impresa esecutrice ha un Local Partner come importante aiuto e supporto per le operazioni di logistica e reperimento materiali. Molti degli operatori locali, lavoratori palestinesi, sono coinvolti nella preparazione e allestimento del cantiere, e il confronto tra differenti ruoli e nazionalità è sempre più positivamente sorprendente.
Consulenti e esperti di vari campi del restauro, sono coinvolti in questo lavoro, il rilievo dell'edificio, l'ingegneria strutturale, le analisi diagnostiche, la storia dell'arte e del restauro. Ogni settore ha un consulente, un direttore tecnico, un capocantiere e una squadra composta da specializzati restauratori; tutti sono seguiti dai tecnici e dalla direzione lavori che supervisiona i tempi, il budget e il rispetto dell'opera d'arte.
Questa presentazione mira a far conoscere come è stato affrontato un cantiere di Restauro molto complesso in un ambiente delicato come la Chiesa della Natività.
Verranno mostrate le varie fasi di approccio al lavoro a partire dallo studio e la progettazione dei lavori, fino alla metodologia operativa che ha sempre unito la tradizione della conservazione dei beni artistici con le innovative tecnologie e materiali per il restauro.
Lo studio e la partecipazione alla gara internazionale ha necessitato un grande impegno applicativo sia per ottenere una profonda consapevolezza dell'edificio in questione, sia per la formulazione delle offerte tecniche ed economiche. Queste difficoltà sono state superate, e l'obiettivo raggiunto, grazie al lavoro sinergico di esperti tecnici provenienti da ambiti lavorativi diversi.
Ogni aspetto organizzativo, tecnico ed economico è stato vagliato ed esaminato in modo molto approfondito per limitare futuri possibili imprevisti. E, a distanza di tre anni, è possibile affermare che le scelte effettuate si sono rivelate assai previdenti.
Dopo la firma del contratto, e dopo i tempi minimi necessari per il raggruppamento delle prime squadre di lavoro e della sistemazione a Betlemme , sono iniziate le fasi preliminari.
Mentre si attendevano i container con gli elementi dei ponteggi (tutti i materiali sono stati importati dall'Italia tramite 30 spedizioni via mare, da Genova ad Ashdod), la Chiesa è stata oggetto di una prima campagna di rilievo materico, metrico e fotografico, necessaria per raccogliere una documentazione tecnica che testimoniasse lo stato conservativo prima del restauro.
Le strutture delle impalcature ed dei ponteggi sono stati disegnate e calcolate dagli addetti ingegneri per ottenere un assetto ordinato e leggero che permettesse libertà di accesso a tutte le aree della Chiesa senza interferenze con le attività della stessa. Il ponteggio ha anche permesso di effettuare riprese e visite da parte di giornalisti e visitatori interessati ai lavori.
É importante sottolineare che ogni processo di restauro è stato preceduto da indagini diagnostiche accurate, per valutare la qualità e la quantità della materia in esame.
L'intervento di restauro è iniziato con la ristrutturazione del tetto. 2000 metri quadrati di superficie versavano in un pessimo stato conservativo, e sono stati risanati sostituendo le vecchie lastre in piombo della copertura, e creando una camera d'aria che permettesse la ventilazione tra gli strati. Le tavole lignee e le capriate sotto la copertura, che contribuiscono alla stabilità della struttura complessiva della Basilica, sono state oggetto di un restauro altamente tecnologico. Il lavoro ha seguito una procedura studiata e approvata ad hoc per la tipologia di struttura e legno presente, come la sostituzione di porzioni degradate con protesi della stessa specie legnosa antica. Le operazioni di studio e di restauro hanno proseguito verso il recupero delle superfici murarie, che mostrano bellissime pietre e malte antiche (originali della costruzione di Giustiniano), intonaci antichi "fibro-rinforzati", e mosaici completamente originali di eccezionale manifattura.
Le equipe di esperti per ogni settore hanno seguito la metodologia di intervento nel completo rispetto dei materiali originali e della loro contestualizzazione storica.
I prodotti utilizzati derivano dalla tradizione artistica e dall’esperienza per assicurare un recupero delle opere e tutelarne il futuro.

[di Giammarco Piacenti, Silvia Starinieri]

 

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