Microiniezione e fugatura

Le Mura spagnole a Milano

  

L’utilizzo della fugatrice (figura 1) è in vigore ormai da anni, sia in Italia che all’estero, in moltissimi cantieri, dando un ausilio importante nella fugatura di murature sia in mattoni che in pietra naturale. L’analisi dell’uso e dell’utilità della fugatrice è stata realizzata su un cantiere importante e molto grande, avente come oggetto il risanamento delle mura spagnole di Milano (figura 2), con migliaia di metri di fugatura.
Il sistema di fugatura è nato per agevolare e velocizzare il lungo lavoro di stilatura delle fughe (figure 3,7,8) che si trovano fra i mattoni o pietre e che, con il passare degli anni, hanno perso buona parte della malta di allettamento che costituiva il legame fra le file di mattoni sovrapposte. Queste lacune devono essere ripristinate per evitare che, un ulteriore degrado porti ad un possibile crollo delle murature stesse. Fino ad ora le fughe venivano ripristinate inserendo nelle stesse manualmente delle malte creando problemi dati in primis proprio dal sistema con cui l’operatore inseriva la nuova malta nella fuga stessa con l’ausilio di una piccola spatola: le fughe hanno una dimensione di circa un centimetro e spingendo la malta stessa dell’esterno verso l’interno, non si aveva  la certezza di aver completamente riempito la fuga.
Con l’utilizzo della fugatrice questo non accade perché il suo ugello permette di entrare nella fuga e di riempirla dall’interno verso l’esterno. Con la fugatrice tutto questo è evitato essendo un’operazione molto più pulita sia per la muratura che per l’operatore. Vi è inoltre un notevole risparmio di tempo, sia per la velocizzazione nell’operazione di fugatura stessa che per quelle di pulizia. Un altro problema nella fugatura manuale era dato dalla pulitura dei mattoni o pietre dalla malta di fugatura perché, con una spatolina così piccola ed una malta fluida, inevitabilmente la malta colava e si andava a sporcare.
Il Sistema di fugatura malte è dotata di tubazioni che permettono di lavorare fino a 5 mt di altezza, senza spostare la fugatrice. Qualora si rendesse necessario spostare la macchina essa è dotata di una struttura con ruote e maniglie che ne agevolano la movimentazione.
La macchina inoltre è dotata di un telecomando, che l’operatore terrà agevolmente con la mano sinistra, in quanto con la destra dovrà tenere l’ugello di iniezione, che gli consente di avviare e spegnere la machina, di regolare elettronicamente la velocità d’iniezione, che può variare da 0 a 180 lt/h, e di usare il dispositivo di contropompaggio, che consente di risucchiare la malta di fugatura in eccesso che potrebbe colare dall’ugello.
La fugatrice ha, nella parte sommitale, una tramoggia conica da 9 lt in cui viene immessa la malta da fugatura che potrà avere una gralunometria anche di 3 – 4 mm.
Per l’alimentazione del motore da 12 Vcc, che muove la pompa peristaltica, la fugatrice può essere dotata di batterie, con relativo carica batterie, oppure da energia elettrica da 230 V.
Sostituendo l’ugello piatto per la fugatura con quello tondo, la fugatrice può essere utilizzata come pompa per iniezioni (figura 6). Vi è anche una versione per la microiniezione (figure 4 e 5), con regolazione di portata micrometrica, dotata di un ugello ad ago e manometro per il controllo della pressione di iniezione, naturalmente le malte dovranno essere molto più fluide ed avere una granulometria adeguata.

[di Vittorio Bresciani]