Restauro in Libano

Joint venture a Baalbek e Tiro

 

La JV costituita tra Cooperativa Archeologia e Italiana Costruzioni ha ottenuto l’incarico per l’esecuzione di restauro e valorizzazione a Baalbek e Tiro. Baalbek è stata inserita nella lista dei siti UNESCO nel 1984, grazie alla grande importanza della sua storia attraverso le epoche e ai resti archeologici conservati. La città è situata nella valle della Beqaa, a nord-est del Libano. Presenze di una quasi ininterrotta frequentazione sono testimoniate negli ultimi 8-9.000 anni. Il complesso monumentale ancora esistente appartiene principalmente al periodo ellenistico e romano, con alcune modifiche compiute durante il Medio Evo da popolazioni arabe, che fortificarono le rovine, per avere il controllo del territorio circostante. I due templi di Giove (figura 1) (per le sue enormi proporzioni: è il più grande di tutto l’impero romano) e di Bacco (per il suo ottimo stato di conservazione) sono alcune delle icone simbolo del Libano, ma rappresentano anche alcuni dei più stupefacenti patrimoni culturali dell’antichità in tutto il Medio Oriente. Dall’altro lato, anche Tiro è un sito UNESCO. Divisa nelle due aree principali di City Site (Al Mina) e Al Bass, l’antica città fenicia mostra oggi consistenti monumenti romani e bizantini, come un arco trionfale, un ippodromo, strade colonnate, bagni pubblici e privati (figura 2), un’area funeraria con sarcofagi. La grande estensione dei siti archeologici, l’importanza della città e la sua influenza attraverso le epoche e in tutta l’area mediterranea (molte colonie furono fondate dai suoi abitanti, come per esempio Cartagine) fanno di Tiro uno degli insediamenti antichi più importanti del Medio Oriente.
Specialmente in questa città, il lavoro è a buon punto: la maggior parte del restauro è stata eseguita, il lavori edili sono in corso. A Baalbek, i primi passi sono stati mossi con il restauro di alcuni blocchi di pietra e con la posa di alcuni sentieri pedonali intorno al sito. Il cuore del nostro progetto qui, l’intervento strutturale e il restauro delle sei colonne del tempio di Giove, è nella fase preliminare delle indagini (figura 3), necessarie per definire in modo più dettagliato il lavoro, dopo aver aquisito tutti i risultati. Nel frattempo un grande ponteggio è stato installato intorno al monumento (figura 4), e per mezzo di questo abbiamo già acquisito una mole di informazioni relative alla natura ed al progressivo degrado del tempio, ed anche al vecchio restauro degli anni ‘30 del secolo scorso.
Tutta l’attività, con i nostri tecnici e con l’aiuto il di imprese locali, si svolge in collaborazione continua con il cliente CDR (Council for Development and Reconstruction), con DGA (Directorate General of Antiquities) e con la Direzione Lavori (figura 5).

 

BAALBEK

Per ora la JV sta procedendo su diversi fronti dell’area archeologica. Intorno alle mura, e nella zona del Tempio di Venere e del nuovo Centro Visitatori, sono in corso i lavori di presentazione al pubblico. Intanto un gruppo di restauratori si dedica al restauro di alcuni blocchi di calcare (figura 6), che devono essere esposti nel Criptoportico, e di quindici sarcofagi, che saranno collocati intorno al nuovo ingresso. In linea generale il disegno della circolazione dei turisti comprende molte aree, con soluzioni differenti. Ai Propilei stiamo eseguendo una sistemazione a verde, ricostituendo la forma della scalinata originale; In Bustan Zein, Bustan Nassif e Arab Gate una lunga serie di sentieri e le nuove toilettes; nella Corte Esagonale nella Grande Corte dislocheremo numerosi blocchi di pietra, per renderli maggiormente comprensibili, e garantiremo requisiti di sicurezza, sistemando alcune trincee archeologiche ancora aperte; ad est ed ovest del tempio di Giove, nuove scalinate agevoleranno l’ingresso e l’uscita.
Senza dubbio, il compito più importante a Baalbek riguarda le sei colonne del Tempio di Giove. Dopo aver installato il ponteggio, importato dall’Italia, intorno al monumento, 85 anni dopo il precedente restauro eseguito da un’equipe francese, siamo ora in grado di avere una vista meravigliosa di tutti i dettagli di questo tempio incredibile. Oltre ad apprezzare il suo apparato decorativo, abbiamo sfruttato l’occasione per riprogrammare, con un maggior dettaglio, sia l’intervento strutturale che di restauro. Infatti vi sono molti elementi, relativi al monumento stesso ed anche al passato intervento, che sono occorsi a danno del tempio, La sua particolare condizione (sei colonne conservate su un unico lato), la pietra calcarea che costituisce tutto l’elevato (che presenta già per sua natura micro-fessurazioni), oscillazioni dovute al vento e a terremoti, tutto il ferro inserito 85 anni fa e ora ossidato, il consistente peso sull’architrave con la trave in cemento armato, molti frammenti di varie dimensioni distaccati ovunque (basi, rocchi, capitelli ed architrave), l’escursione climatica con il fenomeno di gelo e disgelo invernale, il degrado delle superfici, combinati assieme sono i problemi maggiori. Una campagna di indagini strutturali (magnetometria, endoscopie e carotaggi) sono stati eseguiti per acquisire altri dati. Con l’analisi dei risultati, nostro dovere sarà la valutazione sia dell’intervento strutturale più efficace, mirato a garantire la stabilità del monumento, sia del restauro. Con consapevolezza ed orgoglio, questo sarà il nostro compito nei prossimi mesi (figura 7).

 

TIRO

La JV è attiva nei due differenti siti di Al Bass e City Site. Come a Baalbek, anche qui il lavoro procede sulle due linee del restauro di alcune strutture antiche, e la presentazione delle aree con nuovi sentieri, balaustre e pannelli esplicativi. Caso particolare è il completamento del Museo, con la relativa esposizione dei reperti archeologici.
All’ingresso di Al Bass, poichè durante uno scavo archeologico è stata scoperta una sepoltura, abbiamo già consolidato il manufatto (figura 8) e modificheremo il percorso di visita, installando una passerella in metallo. I tre più importanti edifici, oggetto del nostro lavoro, sono: il Santuario di Apollo (figura 9), un antico edificio a carattere religioso, compromesso da un accentuato degrado; il Complesso del Blu Team, vicino all’Ippodromo, che disvela un interessante congerie di strutture (pavimenti, bacini, fornaci); e la Chiesa Crociata, costruita agli inizi del XIII sec., sovrapposta all’Ippodromo. Le attività qui sono quasi completate. Si sono concentrate su pulizia e consolidamento di tutte le superfici, verticali ed orizzontali, specialmente mosaici ed opus sectile (figura 10). Tutti gli edifici saranno accessibili ai visitatori, grazie a nuovi percorsi, e all’installazione dei necessari dispositivi.
In City Site, seguendo lo stesso concetto, i monumenti in restauro saranno integrati all’interno di nuovi percorsi pedonali, che consentiranno ai turisti di godere della visita. Perciò, in aree come il Commercial Building o l’Arena, il lavoro è mirato essenzialmente alla presentazione. D’accordo con CDR e DGA, solo alcune misure urgenti saranno attuate per arrestare il degrado di superfici pavimentali delicate. Inoltre, nella Palestra, dove uno scavo eccesivo ha minato la stabilità del colonnato, lasciando addirittura in luce le fondazioni, sono stati posati gabbioni e riempimento, che sostengono le strutture archeologiche e permettono l’installazione del percorso. Ma in altre zone, un intenso lavoro di pulizia e consolidamento è stato già eseguito ed è in via di completamento. Nelle Latrine, insieme alla risistemazione delle murature, i mosaici rappresentavano il compito più delicato, a causa della loro pessima conservazione. Un piccolo lacerto, a campione, è stato staccato, consolidato su un pannello di alluminio, ed alla fine ricollocato nella sua posizione. Nelle terme, l’attuale misero stato di conservazione ha richiesto una profonda azione, specialmente sulle fondazioni esposte e sulle lastre pavimentali in marmo.
Sia a Baaalbek che a Tiro, parte della nostra sfida è stata portata a termine, nei prossimi mesi completeremo il resto della nostra missione.

[di Roberta Bianchini, Renzo Bozzi, Andrea Calì, Stefano Coccia, Giuseppe Sammartino]