Venezia Fragile

 

In che modo si esplica l'eccezionalità di Venezia, in rapporto al sito e alla laguna, alla morfologia del suolo lagunare, che ha portato allo sviluppo nei secoli di tecniche tanto peculiari da caratterizzarsi come endemiche, non ripetute contesti anche molto vicini ma al di fuori dello specchio lagunare?
Sono state studiate le modalità costruttive, per singole componenti e con riferimento anche alle loro mutua relazione, un vero “congegno”, che ne determina una particolare capacità di adattamento nel tempo alle sollecitazioni del contesto, e ne conferisce una specifica e straordinaria resilienza.
Gli interventi di restauro e conservazione degli edifici di Venezia, quando non tengono adeguatamente conto di tale sistema costruttivo, rischiano di introdurre elementi atipici e incongrui, spesso tali da interrompere il flusso del comportamento.
La storia del costruito materiale veneziano evidenzia anche altri numerosi temi di straordinario interesse documentale, come la concezione distributiva, la durabilità e la qualità morfologica degli elementi di finitura come l'intonaco e la pietra, i solai, i pavimenti, i sistemi di smaltimento e raccolta acque, che, proprio per la loro concentrazione e diffusione -circa venti mila unità edilizie distribuite in un'area di circa 20 kmq, di cui tre mila con vincolo monumentale- hanno contribuito a determinare l'iscrizione di Venezia tra i siti patrimonio dell'umanità dal 1987, sulla base di tutti i 6 criteri di riferimento.

Nel 2012 è stato redatto dal Comune di Venezia, soggetto referente del sito, il piano di gestione, strumento definito soft law per il suo carattere non vincolante. In recenti studi, ad esso riconducibili, è stata evidenziata la necessità di individuare i principali elementi di criticità del sito, mirando a elaborare gli strumenti per misurarne l’incidenza sulla tutela e respingere una serie di luoghi comuni su Venezia, che tutt'oggi si vanno formando, in grado di produrre potenziali distorsioni sulla percezione dell’entità dei problemi, fino a compromettere l'effettiva portata.
Ci si è riferiti alla salvaguardia in senso lato, alla necessità di mettere in atto una manutenzione graduale e sistematica, al contrasto del moto ondoso, e anche a ciò che non si vede immediatamente, come, ad esempio, le strutture di fondazione che silenziosamente da secoli reggono i palazzi della città antica.
Un ulteriore modo con cui si è riflettuto sulla sopravvivenza fisica ha riguardato aspetti di vita sociale, considerando la vivibilità nel senso ampio del termine, in relazione all’assunto inconfutabile che le attività economiche residenti della città sono sempre più legate alla crescente domanda turistica e quindi al commercio di prodotti il cui livello di artigianalità si rileva tendenzialmente sempre più basso.

Fra i fattori più significativi, oggetto di indagine dell’iniziativa proposta, vi sono naturalmente quelli legati all’uso turistico della città e alla sua percorribilità sia acquea che terrena:

  • deperimento spazi pubblici per congestione di presenze (pavimentazioni, ponti, rive);
  • progressiva conversione della destinazione d’uso degli immobili (hotel, B&B, affittacamere, multiproprietà, case vacanza);
  • specializzazione squilibrata dell’offerta commerciale e dei servizi verso la domanda turistica;
  • tendenza all’utilizzo improprio dello spazio pubblico, con aumento del numero delle occupazioni e dell’impiego di arredi inadatti;
  • erosione progressiva delle rive a causa del crescente moto ondoso;
  • degrado di elementi nei pressi delle zone d’approdo;
  • progressivo aumento della vulnerabilità statica degli edifici con muri di sponda su canale.

Si ritiene di aver intrapreso un percorso metodologico e operativo efficace rispetto all’individuazione di criticità e minacce della conservazione del Sito, delle loro relazioni reciproche, degli effetti di degrado e usura del costruito e dell’ambiente. Il percorso proseguirà, grazie ad un nuovo finanziamento ai si sensi della legge 77/2006, con cui il MiBACT sostiene le attività dei Siti Unesco italiani, con la proposta di azioni di mitigazione dei fenomeni.

Tratto in parte dalla presentazione di Renata Codello in “Venezia Fragile – Processi di usura del sistema urbano e possibili mitigazioni”, 2011, a cura di P. Gasparoli e F. Trovò.

[di Francesco Trovò, 9 marzo 2017]