La pulitura della Fontana di Trevi

 

Il processo di pulitura è sempre una fase molto delicata dell’opera di conservazione. Esso è, infatti, irreversibile e se non attentamente calibrato può causare danni irreparabili al bene oggetto dell’intervento. Per questo non è ipotizzabile la determinazione di tecniche standard di esecuzione, perché ogni bene rappresenta un caso unico su cui calibrare la modalità di intervento in maniera specifica.

Questa consapevolezza è alla base del metodo di pulitura proposto da IBIX, la struttura delle apparecchiature, le loro funzioni e le regolazioni, sono pensate in maniera specifica per garantire il maggior controllo possibile sul trattamento effettuato preservando al contempo la qualità del risultato.

Efficacia e potenziale danneggiamento sono, infatti, i due parametri che determinano il risultato della pulitura, l’esito dell’intervento dev’essere inoltre valutato nel lungo termine, in modo che eventuali effetti nocivi legati a un errato approccio non si manifestino a seguito dell’opera di conservazione.

La pulitura della fontana di Trevi effettuata anche con l’ausilio delle tecnologie IBIX è in questo senso un esempio paradigmatico del processo di intervento sin qui illustrato. L’importanza del monumento, forse una delle opere architettoniche più note al mondo, impone il massimo rigore nel determinare le modalità operative e rappresenta un test eccezionale per il livello di pulitura che le apparecchiature sono in grado di garantire.

Illustrare le fasi del lavoro alla fontana, quelle riguardanti la pulitura e l’utilizzo delle aeropulitrici, è perciò un ottimo complemento all’esplicazione del metodo IBIX. Il progetto di intervento si compone di tre fasi fondamentali: analisi dei materiali, test di pulitura, analisi dei risultati, la corretta esecuzione della sequenza determina il miglior processo di pulitura che sarà sviluppato sul singolo caso specifico.

Per quanto riguarda la pulitura della fontana era necessario intervenire sugli spessi depositi di calcare che si erano accumulati negli anni, garantendo il massimo rispetto dei marmi sottostanti.
Attraverso varie campionature è possibile determinare con precisione lo strato di materiale su cui interrompere l’abrasione. Le operazioni vengono svolte a bassa pressione, a partire da 0.2 bar. Nel caso della fontana si è operato a secco, il materiale selezionato per l’intervento è stato l’almandite exrafine 200 mesh. Si tratta di un inerte molto duro ed efficace, ma che consente allo stesso tempo un’ottimale selettività della pulitura e l’impiego di bassissime pressioni di lavoro.

La proiezione è stata eseguita con la pistola HELIX che determina un altro importante parametro di intervento.

HELIX è lo strumento che IBIX ha pensato in maniera specifica per realizzare il progetto di intervento descritto. Le sue particolari caratteristiche infatti, si adattano in maniera perfetta all’approccio scientifico si qui delineato.
Grazie all’approccio IBIX e alle tecnologie impiegate è stato possibile, nel caso della fontana di Trevi, come in altri importanti contesti storico-architettonici, soddisfare in pieno i dettami del progetto di intervento.
I risultati raggiunti grazie alla perizia degli operatori e alle tecnologie IBIX sono oggi visibili al pubblico, la fontana di Trevi restaurata è stata infatti, inaugurata nel novembre scorso.

[di Caterina Giovannini]

 

BIBLIOGRAFIA
Lazzarini L., Laurenzi Tabasso M. , Il restauro della pietra, Utet 2010.
Alessandrini G., Feltrami C., Cordaro M., Torraca G., Patine, pellicole e patinature, in Diagnosi e progetto per la conservazione dei materiali dell’architettura, De Luca Editore, 1998, Roma.
UNI Beni Culturali, Materiali lapidei naturali ed artificiali. Descrizione della forma di alterazione - Termini e definizioni, UNI Standard 11182:2006.

 

 

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