Nanocariche per protettivi e antiscritta

Ricerca UniSalento e Assorestauro
Pietra di LeccePietra di Trani

 
Si è svolta ieri, nella splendida cornice dell’ex Monastero dei Frati Domenicani a Cavallico, Lecce, la discussione delle tesi di Laurea Magistrale in Diagnostica dei Beni Culturali dell’Università del Salento, tra cui quelle svolte nell’ambito del Corso in “Tecniche e Materiali per la Conservazione” di cui è titolare la Prof.ssa Ing. Mariaenrica Frigione, Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione, dal titolo:

“Proprietà Protettive/Antigraffiti su Pietra di Trani di un Prodotto Sperimentale Nano-caricato e confronto con Prodotti Commerciali” candidata: Mariachiara Pipoli
“Proprietà protettive/antigraffiti su pietra di Lecce di un prodotto sperimentale nano-caricato e confronto con prodotti commerciali” candidata: Alessandra Morelli

Le due tesi nascono da una collaborazione scientifica tra l’Università del Salento e l’Azienda Kimia, promossa da Assorestauro con cui l’Università del Salento ha stipulato da circa due anni una Convenzione Quadro di Collaborazione.
A seguito della proposta di collaborazione nell’ambito di tesi di laurea sulla tematica “prodotti per trattamento superficiale di diverse tipologie di materiali lapidei da costruzione e verifica dell’efficacia protettiva ed antiscritta mediante aggiunta di nanocariche”, proposta partita nel Novembre 2016 dalla Prof.ssa Ing. Mariaenrica Frigione, referente dell’Accordo per conto dell’Università del Salento, l’Associazione Assorestauro, ed in particolare l’Arch. Cristina Caiulo referente per l’Assorestauro dell’Accordo con l’Università, ha colto l’opportunità pubblicizzandola tra i propri associati. L’azienda Kimia ha manifestato interesse alla proposta di collaborazione con l'Università del Salento per la sperimentazione di prodotti per il trattamento superficiale di materiali lapidei, dando inizio alla collaborazione che è stata seguita operativamente dall’Ing. Diego Aisa.

L’attività sperimentale delle tesi è stata condotta presso i laboratori dell’Università del Salento e, grazie ad una collaborazione ventennale condotta dalla Prof.ssa Frigione con i ricercatori dell’Istituto Beni Archeologici e Monumentali (IBAM-CNR) di Lecce, presso i laboratori di quest’ultimo Centro.
Il prodotto sperimentale contenente nanocariche realizzato e fornito dall’azienda Kimia è stato applicato su due tipologie di pietre caratteristiche della Puglia: una più porosa, ossia la Pietra Leccese, caratteristica di tante facciate e monumenti del ben noto “Barocco” della città da cui prende il nome, Lecce, che è anche sede dell’Università del Salento. La seconda pietra identificata per la sperimentazione è stata la Pietra di Trani, più compatta ma comunque vulnerabile nei confronti di agenti atmosferici severi ed inquinanti.
I risultati delle indagini condotte durante i due lavori di tesi si sono dimostrati molto interessanti, innovativi e senza dubbio meritevoli di diffusione mediante pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali nel campo dei Coatings.

 NELLE FOTO_Misura dell’angolo di contatto del prodotto sperimentale contenente nanocariche applicato su provini di Pietra di Lecce (prima foto) e di pietra di Trani (seconda foto).