12_13.10

Seminario a San Benedetto Po

 
Seismic reinforcement in historical buildings – the Italian scenery

presso la Biblioteca Monastica, San Benedetto Po

 

Nella cornice della Biblioteca del Monastero Benedettino a San Benedetto Po si è svolto il seminario di due giorni che ha coinvolto i Delegati Turchi in Italia per il Workshop organizzato nell’ambito del progetto Med-Art2.
L’argomento del seminario, il miglioramento sismico degli edifici storici, è tema centrale del Workshop ed è stato trattato da insigni professori universitari. Riportiamo di seguito un breve abstract di alcuni interventi che saranno pubblicati prossimamente su questo sito in forma integrale.

 

Interventi di miglioramento sismico degli edifici storici

Ezio Giuriani
Professore ordinario di riabilitazione strutturale presso l’Università di Brescia, Facoltà di Ingegneria

L’analisi dei danni e dei crolli verificatisi negli edifici storici a seguito degli eventi sismici ha dimostrato che essi sono per lo più riconducibili a cinematismi per ribaltamento delle pareti e per dondolio. Tali danni sono spesso aggravati dalle azioni di coperture spingenti che operano con cinematismi di flessione fuori piano delle pareti.
Un’ampia casistica presentata analizza meccanismi di danno e modalità di intervento valutando strutture e materiali costitutivi.

 

Conservazione e protezione sismica di monumenti ed edifici storici

Giorgio Croci
Università La Sapienza di Roma, Facoltà di Ingegneria

La presentazione illustra alcuni studi e progetti riguardanti la protezione sismica di monumenti, nello specifico il Colosseo, i Mercati di Traiano e il Palatino a Roma, la Basilica di San Francesco ad Assisi, parzialmente distrutta in seguito al terremoto del 26 settembre del 1997, la Basilica di Collemaggio a L’Aquila, parzialmente distrutta in seguito al terremoto del 6 Aprile del 2006.
La presentazione mostrerà i differenti comportamenti in relazione alla diversa tipologia delle strutture e, di conseguenza, i diversi interventi di rinforzo basati sul compromesso tra l’esigenza di “conservazione” (che tuteli e rispetti il valore storico e l’autenticità) e la “protezione sismica” (che assicuri adeguati livelli di sicurezza).

 

Interventi leggeri e reversibili per la mitigazione del rischio sismico

Lorenzo Jurina
Politecnico di Milano, ABC Dipartimento

Nella pratica comune, il consolidamento si attua con modifiche da apportare alla geometria oppure al materiale, ma una terza possibilità, molto interessante anche se poco applicata, è rappresentata dall’intervento sui carichi, che verranno ridotti, oppure modificati oppure, paradossalmente, aggiunti o integrati nelle posizioni più adeguate. Nel corso dell’intervento sono presentati alcuni esempi di consolidamento leggero e reversibile per la mitigazione del rischio sismico prevalentemente con l’utilizzo dell’acciaio, di cavi in particolare.

 

Il sisma 2012 nelle province di Mantova e Cremona. La gestione dell’emergenza per i Beni Culturali
Dall’analisi dei meccanismi di danno all’individuazione dell’intervento compatibile sui Beni Culturali

Anna Maria Basso Bert, Claudia Zanlungo
Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Brescia Cremona Mantova - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

A seguito degli eventi sismici che hanno colpito le province lombarde di Mantova e Cremona nel maggio 2012, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha coordinato le attività di gestione post-terremoto mediante l’istituzione di un’unità di crisi nazionale e di unità regionali sui territori colpiti. Presso la Direzione Regionale Lombardia e la Soprintendenza di Brescia, organi periferici del Ministero deputati alla tutela del patrimonio culturale locale, è stata istituita l’unità di crisi di coordinamento regionale UCCR-Lombardia, le cui attività hanno compreso il rilievo dei danni ai beni mobili ed immobili, la creazione di un database per la raccolta e la gestione dei dati, l’istituzione di gruppi tecnici di coordinamento e valutazione delle opere provvisionali di messa in sicurezza, l’approntamento di depositi provvisori per i beni mobili (tele e sculture) provenienti dalle chiese maggiormente colpite e a rischio di crolli, la creazione di un nucleo di valutazione dei progetti definitivi di riparazione e miglioramento strutturale, l’organizzazione di sopralluoghi di verifica presso i cantieri in corso d’opera.
Il terremoto ha messo in luce le vulnerabilità del patrimonio costruito diffuso sul territorio: lo studio delle trasformazioni storiche subite da un edificio, l’analisi delle sue caratteristiche geometriche, costruttive e materiche, l’attenta interpretazione del quadro fessurativo e dei meccanismi di danno, vale a dire, l’intima conoscenza dell’architettura, risultano essere fondamentali per un approccio progettuale compatibile con i principi di tutela, quali reversibilità, riconoscibilità durabilità, compatibilità degli interventi. Non da ultimo, una progettazione attenta e rispettosa delle caratteristiche strutturali, estetiche e materiche del bene e basata sul minimo intervento è anche coerente con le esigenze di sostenibilità economica.